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ALTRE STORIE: COMMEDIA DELL’ARTE

regia di Ezio Maria Caserta

messinscena di Isabella Caserta

Note di regia

Nella rappresentazione, che è una fedele ricerca degli stilemi formali classici (impiego della tipica gestualità e della voce, ricostruzione dei costumi e delle maschere), viene privilegiato lo “straordinario” teatrale di questo genere da fiera o da piazza (l’aspetto acrobatico, l’utilizzo degli intermezzi con giocolieri, mangiatori di fuoco, trampolieri e ballerini).

Gli Zanni (i servi) sono personaggi che incarnano l’elemento canagliesco dell’uomo. Astuto e vincente lo Zanni trionfa col piccolo imbroglio. Si ritrova in lui lo spirito di incoercibile libertà che si ribella ai privilegi sociali dai quali è escluso.

Verso la fine del ‘500 il personaggio si sdoppia: nascono il primo Zanni, buffonesco, un po’ tonto e balordo e il secondo Zanni dallo spirito eccessivamente servile, che si identifica col cameriere.

Agli Zanni si oppongono personaggi caratteristici che impersonano una variegata categoria di vizi presenti nelle diverse tipologie umane: Pantalone è il vecchio mercante avaro, Matamoro è il capitano spaccone e codardo, gli Innamorati sono dolci e “zuccherosi”, le Servette sono il controaltare di Arlecchino, Brighella e Pulcinella, a cui sono dialetticamente legate per accettazione o negazione delle loro profferte d’amore.

Gli antichi scenari campionati sono: una “Persuasiva” d’amore con “Diniego”, il “Contrasto fra il capitano Spaccamontagna e lo Zanni”, la “Canzone della fame”, il “Dialogo di un Magnifico con lo Zanni bergamasco”, il “Contrasto fra Pantalone e Brighella”, la “Scena d’amore fra Colombina e Pulcinella”, la “Pulce ridicolosa e bella” di Giulio Cesare Croce. La scena iniziale prevede un’entrata con trampoli e torce. In quella finale gli attori se ne vanno fra scene di sbandieramenti e mangiatori di fuoco, dopo aver creato una piramide con i loro corpi e aver ballato una tipica danza.  Ezio Maria Caserta

 

La prevalenza visiva delle azioni, l’accattivante simpatia delle maschere veneziane d’Arlecchino, Brighella, Pantalone, del Capitano, Colombina, etc., lo straordinario effetto dei giochi di fuoco, dei trampolieri, degli acrobati del gruppo e l’essere “campione” specifico d’una civiltà (testi e musiche originali del Rinascimento italiano) hanno spalancato a questo spettacolo le porte del successo nei festivals di tutto il mondo: da Avignone a Parigi, Praga, Brno, Rousse, Sofia, Valence, Berlino, Copenaghen, Kiel, Amburgo, Lubecca, Monaco, Marsiglia, Linz, Brema, Budapest, Vienna, Mosca, Montevideo, Wroclaw, Cracovia, New York, Città del Messico.

 

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